Card. Bagnasco a Papa Francesco: "Grazie per questa giornata che Genova non dimenticherà"

E' disponibile sul sito dell'Arcidiocesi di Genova il testo del saluto che il Cardinale Bagnasco ha rivolto al Santo Padre al termine della S. Messa conclusiva della visita di Papa Francesco.

Riportiamo di seguito il testo completo del saluto del Cardinale Bagnasco al termine della Santa Messa presieduta da Papa Francesco.

 

Santità,

Ci  siamo  preparati molto a questo incontro  con lei, lo abbiamo tanto  desiderato,  ci  siamo  preparati  volendo  che  non fosse  soltanto  un  evento  importante  per  la  nostra  cronaca,  ma fosse  soprattutto un evento di grazia. Così è stato!

Dal nostro cuore questa sera sgorga un’unica parola: grazie, solo grazie. Grazie per questa  giornata, grazie perché Genova la troverà scritta per sempre nel proprio cuore. 

Non la dimenticheranno le famiglie dei disoccupati, che si sono sentite interpretate dalle sue parole, per cui, come diceva, “quando manca il lavoro del lunedì, non è mai pienamente domenica”.  Non la dimenticheranno operai e imprenditori, ai quali ha ricordato quanta dignità c’è in un lavoro  che rispetti, promuova e valorizzi veramente la persona. 

Non la dimenticheranno i nostri sacerdoti e i nostri religiosi, ai quali ha chiesto di “assumere  lo stile di Gesù” e di vivere tutto nella duplice chiave dell’incontro: con il Padre e con gli altri, la fede  e la storia, amando, ancora ci ricordava, “la faccia concreta del popolo di Dio” che si manifesta nella  diocesanità, che si radica nel territorio, in una storia, con la disponibilità a servire in tutte le periferie,  da quelle della povertà a quelle del pensiero. 

Non la dimenticheranno i nostri giovani, che ha provocato a non restare turisti della vita, ma  a saperla guardare in faccia, vincendo ogni superficialità fino a lasciarsi coinvolgere e costruire una  “normalità” diversa, rispetto a quella che vediamo e che è contro l’uomo, rispetto a quello che spesso  viene veicolata dalla cultura del pensiero unico come normale, mentre normale non è. Un impegno  che  –  ha  osservato  –  richiede  la  capacità  di  scrutare  l’orizzonte  e  andare  al  largo  con  coraggio,  giocando  su  queste  due  splendide  categorie  che  ci  toccano  da  vicino  proprio  per  il  nostro mare:  orizzonte e coraggio di andare al largo. 

Non la dimenticheranno i bambini e i genitori provati dalla sofferenza, come pure quanti “con  passione  e  competenza”  si  dedicano  alla  loro  cura.    Nella  Sua  visita  hanno  trovato  motivo  di  incoraggiamento a “svolgere questa delicata opera spinti dalla carità”, che rende viva la fede; con  rinnovata disponibilità a chinarsi ogni giorno con tenerezza sulle fragilità dei piccoli pazienti e dei loro  genitori, veri eroi. 

Non la dimenticheranno le Istituzioni civili e militari, i volontari innumerevoli e i tanti che, a  diverso titolo, hanno collaborato in maniera pronta e generosa, spesso segreta, silenziosa, umile, per  consentire a tutti di poterLa incontrare, con un abbraccio corale che questa duplice via esprime. Ora  si  congeda  da  noi,  con  nel  cuore  sentimenti ed emozioni  che  riportano  a  vicende  antiche,  siamo  contenti che lei abbia visto il nostro porto e siamo certi che nel suo cuore di padre, di figlio, si sono  mossi e rinnovati tanti sentimenti; da questo porto i suoi nonni, il suo futuro papà sono partiti alla  ricerca di fortuna, come tanti allora e forse ancora oggi, seppur in forme diverse.  

Noi ci stringiamo a Lei con una duplice promessa.

Innanzitutto,  con  l’impegno  di  gettare  “ogni  giorno  l’àncora  in  Dio”  –  secondo  le  Sue  indicazioni –, immagine suggestiva soprattutto per noi, rinnovando così la fiducia nella presenza del  Signore in mezzo a noi e la responsabilità di intercedere con “la forza mite della preghiera”. Santo  Padre, si senta accompagnato dall’orazione quotidiana della nostra Chiesa, delle nostre Chiese liguri.

L’altra  promessa  attinge  alla  nostra  storia e  alla  nostra  cultura.  Siamo  liguri,  gente  schiva,  discreta, operosa. Gente di mare, che nel suo porto ancora vede tanti giovani partire alla ricerca di  un  domani,  come  vede  arrivare  tante  generazioni  in  fuga  dalla  fame,  dalla  violenza,  dalla  persecuzione e dalla guerra. E’ ancora un porto aperto, e lo sarà sempre, per andare e per accogliere.  Le  assicuriamo,  Santità,  che  ciascuno  di  noi  continuerà  a  fare  la  sua  parte  per  restare  Città  accogliente,  solidale e fraterna.  Città generosa,  nonostante  qualche mito! Vorremmo Santità,  per  ultimo, che d’ora in poi ogni volta che vedrà il mare, non pensi solamente alla sua Buenos Ayres, ma  anche alla nostra Genova, alla sua Genova! Genova nella sua bellezza, nel suo splendore, che è come  una perla splendente, avvolta dal vento, ma custodita da una conchiglia fatta di mare e di monti, di  cielo  e  di  terra.  Una  perla  splendente  che  ha  tante  ancora  potenzialità  da  esprimere,  sul  piano  ecclesiale, sul piano sociale, sul piano culturale. Siamo tutti certo che da oggi lei ci ha dato con la sua  parola, il suo esempio, i suoi gesti, la sua persona, un forte impulso, una decisione più grande, una  fiducia più profonda, perché Genova e la nostra Liguria possano riprendere il largo per il bene di tutti.

Grazie di cuore, Santità

Angelo Card. Bagnasco
Arcivescovo di Genova 

Allegati:
Scarica questo file (saluto_Arcivescovo_Messa.pdf)Saluto del Card. Bagnasco[pdf]125 kB